
Dopo svariate anticipazioni sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza redatto dal Governo, meglio noto con l’acronimo PNRR, alcune agevolazioni ed incentivi sono ai nastri di partenza.
Il Governo, nella preparazione del Piano Nazionale, ha avuto modo di focalizzare la propria attenzione sulle modalità più consone all’utilizzo dei fondi dell’Unione Europea non solo per “tappare i buchi” di un'economia che da troppo tempo è pressoché stagnante, ma anche utilizzarle per investimenti strutturali.
Forse per la prima volta si intravede una vera e propria strategia finalizzata a consentire al Paese un rilancio nel medio periodo.
Ovviamente sarebbero moltissime le aree di intervento necessarie al rilancio del sistema Paese, tra cui Infrastrutture fisiche e digitali, Scuola, Healthcare, Università.
Molte di queste sono aree oggetto di intervento del PNRR; tuttavia, da una rapida analisi del Piano Nazionale, risulta abbastanza evidente che le principali sfide dei prossimi anni saranno gestire contemporaneamente due vere e proprie transizioni: una Digitale e l’altra Ecologica.
Parlare di transizione ha un’accezione molto più ampia della consueta (a volte limitata) incentivazione fiscale al sostenimento di spese per il raggiungimento dello scopo prefissato, ma sottintende una necessità di cambiare approccio, accorgersi che il mondo negli ultimi anni è cambiato radicalmente e che molto spesso il tessuto imprenditoriale delle PMI italiane, al pari della Pubblica Amministrazione, è rimasto ancorato ai business model tradizionali.
Transizione non vuol dire cambiare il Paese, ma aiutare a migliorarlo laddove ce n’è più bisogno: sul lato produttività la vera sfida è l’innovazione digitale che possa abbracciare sia i processi che la sicurezza informatica, mentre in ambito Circular Economy e in generale di sostenibilità/tutela dell’ambiente è l’aspetto ecologico a caratterizzare la vera sfida per il futuro, neanche poi così futuro...
In questo contesto si inserisce l’Agevolazione in partenza il 28 Ottobre, per il tramite di SIMEST, che consente alle imprese italiane, che fatturano all’estero per almeno il 10% nell’ultimo anno, di beneficare di un finanziamento a tasso vicino allo 0 fino a 300.000 euro e con una quota a fondo perduto tra il 25 ed il 40%.