
Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha firmato in data 4 ottobre 2021 il decreto interministeriale che attiva il Fondo Impresa Donna per rafforzare gli investimenti e i servizi a sostegno dell’imprenditorialità femminile.
L’obiettivo del Fondo impresa donna è quello di incentivare la partecipazione femminile al mondo delle imprese, supportando le competenze e la creatività per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.
La misura è istituita con un finanziamento iniziale di 40 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno le risorse del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), pari a 400 milioni, destinate all’imprenditoria femminile. Il progetto, in particolare, costituisce un intervento cardine inserito tra le linee di intervento del ministero dello Sviluppo economico nel PNRR.
Il piano di distribuzione delle risorse dovrebbe essere così organizzato:
In base alle anticipazioni di stampa, la bozza del decreto si svilupperebbe su tre linee.
Le prime due linee, nascita e consolidamento delle imprese femminili, avrebbero a disposizione 32,5 milioni; mentre la terza linea, dedicata alla diffusione della cultura imprenditoriale e formazione, dovrebbe poter contare su 6,2 milioni. A questi si aggiungerebbero anche 1,3 milioni destinati alla gestione della misura affidata a Invitalia.
È evidente quindi che il Fondo Impresa Donna vuole essere uno strumento operativo funzionale al raggiungimento degli scopi fissati dal PNRR, nello specifico:
Gli aiuti dovrebbero rivolgersi a quattro categorie di beneficiari:
Sarebbero ammesse attività nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo con programmi di investimento da realizzare entro due anni il cui tetto di spese ammissibili è fissato a:
Anche se il testo non è ancora ufficiale, posto che in ogni caso la sede legale e/o operativa dell’impresa deve essere collocata in Italia, dovrebbero essere ammesse imprese costituite da meno di un anno e le persone fisiche che intendono avviare l’attività purché si costituiscano entro 60 giorni dall’esito positivo di valutazione della domanda. Nel caso di lavoratrici autonome, fa fede l’apertura della partita Iva, da presentare anch’essa entro 60 giorni.
Esisterà poi una distinzione tra le imprese nascenti e quelle in fase di consolidamento.
Nel primo caso, infatti è previsto il contributo a fondo perduto, che copre fino all’80% delle spese ammissibili fino a un massimo di 50 mila euro (per programmi di spesa entro i 100 mila euro). Per le donne disoccupate invece la percentuale sale al 90 %. Se il programma prevede invece spese superiori a 100 mila euro e fino a 250 mila euro, la copertura scende al 50%.
In caso si tratti di imprese già esistenti e quindi di consolidamento d’impresa, occorrerà verificare.
Le spese ammissibili saranno tutte quelle afferenti a
Con un successivo provvedimento del MISE verrà fissata la data di partenza delle domande, che andranno presentate online attraverso la piattaforma di Invitalia e poi valutate secondo l’ordine di presentazione con un esame di merito. Quest'ultimo andrà a considerare i vari criteri, dal progetto imprenditoriale alle potenzialità del mercato di riferimento, con una premialità assegnata alle iniziative ad alta tecnologia.
La piena operatività è prevista orientativamente per il mese di Marzo 2022.