
In questi anni noi commercialisti abbiamo assistito e aiutato molte aziende a beneficiare dei generosi crediti di imposta legati ad investimenti in ricerca e sviluppo e in beni strumentali interconnessi. Benefici fiscali ancora in essere, che continueranno ad aiutare tantissime aziende a rinnovare i propri beni strumentali, a sviluppare impianti e macchinari sempre più performanti e con la preziosa caratteristica di offrire dati, statistiche, informazioni di ogni tipo in tempo reale.
Grazie a tutti questi incentivi fiscali, tante aziende hanno migliorato il proprio modo di produrre, il proprio modo di vendere, il proprio modo di assistere i propri clienti…
Il Covid, poi, è stato un acceleratore di cambiamento: molte aziende e molti imprenditori hanno imparato a comunicare in modo più efficace, a mostrare i propri prodotti utilizzando strumenti digitali in luogo di fiere e dimostrazioni, ad utilizzare i social network per trasmettere la propria vision e per farsi conoscere al mondo.
Tanti reparti aziendali hanno pertanto beneficiato di miglioramenti tecnologici, evoluzioni digitali. Tanti… ma non tutti.
I reparti e gli uffici amministrativi di tante aziende, per esempio, appaiono ancorati a vecchie e ormai inaccettabili abitudini:
La prima “Missione” del PNRR, è quella nella quale si concentreranno maggiormente gli interventi di carattere fiscale: in particolar modo nella “Componente 2” della Missione 1, “Digitalizzazione, Innovazione e competitività nel sistema produttivo”. Gli strumenti messi a disposizione delle imprese e degli imprenditori saranno per lo più quelli già noti: crediti di imposta a fronte di investimenti in ricerca e sviluppo, in beni strumentali (4.0 e non) e in formazione 4.0.
Spetterà a noi commercialisti il compito di sensibilizzare gli imprenditori perché capiscano l’importanza di un adeguato sistema di controllo interno; spetterà a noi commercialisti individuare gli strumenti incentivanti che potranno agevolare investimenti o formazione in tale direzione; spetterà a noi commercialisti il compito di fare cultura aziendale.
Spetterà, ancora prima, a noi commercialisti, il compito ingrato di interrogare noi stessi: